lunedì 5 dicembre 2011

Animali soffrono anche per latte e lana

Dora Grieco È presidente dell'onlus Progetto Vivere Vegan: per la diffusione di una filosofia di vita "senza crudeltà" e nel rispetto di tutti gli animali.

Cosa vuol dire la parola "vegan"?

Il veganismo è uno stile di vita, una filosofia che nasce dal rispetto di tutti gli animali. Chi è vegan, nella pratica di tutti i giorni, evita ogni cosa che deriva dallo sfruttamento e può provocare sofferenza o morte agli animali. Non solo a tavola ma in ogni azione.

Partiamo dal cibo. Chi è vegetariano non mangia carne e pesce. E chi è vegano?

Non consuma neppure derivati animali. Quindi, principalmente, né latte né uova. Non perché i vegani sono più "rigidi", ma perché anche per produrre latte e uova gli animali vengono sfruttati e uccisi.

Ci può spiegare meglio? Ad esempio il latte...

La mucca per fare il latte deve mettere al mondo un vitello. Se è maschio viene macellato per la carne. Inoltre in quasi tutti gli allevamenti, anche quelli biologici, dopo che per un certo tempo la mucca è stata sfruttata, la produzione di latte diminuisce. Non essendo più remunerativa viene mandata al macello.

E le uova?

È lo stesso. Le galline e i pulcini vengono uccisi nel ciclo produttivo delle uova. Appena nati i pulcini vengono separati: i maschi vengono uccisi o lasciati morire. Alle femmine viene tagliato il becco, senza anestesia, per evitare che si feriscano fra di loro. E poi negli allevamenti, sia nei capannoni che all'aperto, le galline vengono uccise non appena la loro produttività diminuisce.

Insomma essere vegetariani non basta?

Il problema è che molto spesso queste cose non si sanno. Per questo nel 2001 abbiamo fondato l'onlus Vivere Vegan (www.viverevegan.org) per diffondere le informazioni.

Dunque niente carne, pesce, latte, uova... Ma i vegani cosa mangiano?

Tante cose buone (sorride). Un vegano non è una persona che rinuncia a godersi i piaceri della tavola. Tutt'altro. Ma sceglie cosa mangiare nell'ambito dei prodotti che derivano dal mondo vegetale. Cereali, legumi, frutta, verdura, semi, alghe. E poi prodotti come il seitan che deriva dal grano, o il tofu che deriva dalla soia.

È complicato?

La scelta sta aumentando. Ora ci sono anche cose veloci già pronte, come hamburger vegetali, wurstel vegetali e altre cose simili.

Ma è pericoloso per la salute eliminare del tutto gli alimenti di origine animale?

Per la mia esperienza assolutamente no. Ho 54 anni, sono vegana da 18 e non ho mai avuto alcun problema di salute legato all'alimentazione. Posso inoltre riportare quello che dicono medici e nutrizionisti: una dieta vegana corretta e bilanciata è altrettanto salutare di una dieta onnivora corretta e bilanciata. Per tutti gli stadi della vita: dall'infanzia alla vecchiaia. Ci sono anche atleti famosi vegani. Come Carl Lewis e Martina Navratilova.

Lei perchè lo è diventata ?

Tutto è iniziato dopo che, col mio attuale marito, prendemmo un gatto. Vivendo con lui ci siamo resi conto che come noi, era felice in certe situazione e triste in altre. Era una "persona animale" che non avremmo mai potuto mangiare. Allora ci siamo chiesti: perché mangiamo gli altri animali? Da li è iniziato il nostro percorso. Ma ognuno ha il suo.

L'Onu ha evidenziato come l'aumento dei consumi di carne, pesce, latte e uova, ha conseguenze devastanti sull'ambiente. Per esempio per "produrre" un kg di manzo possono occorrere fino a 100mila litri d'acqua, mentre per un kg di frumento ne occorrono solo 900. Diventare vegani è anche una scelta ecologista?

La cosa importante è avere uno stile di vita che non preveda lo sfruttamento degli altri animali. Però ci sono anche argomenti "indiretti" che possono sostenere la scelta vegana. Il nostro cibo, non passando dall'allevamento degli animali, ha un impatto molto inferiore sull'ambiente. Inoltre con una dieta vegana distribuiamo meglio il cibo sulla Terra e quindi sfamiamo molte più persone.

Essere vegani, diceva, non è solo una scelta alimentare.

Facciamo l'esempio dei vestiti. Niente pelle, seta ma anche niente lana: la maggior parte della lana viene da allevamenti intesivi, per lo più in Australia, e come avviene con le mucche per la produzione del latte, anche le pecore dopo un certo periodo vengono portate al macello, in viaggi lunghissimi verso i paesi orientali. Inoltre la tosatura industrializzata e tutt'altro che incruenta.

Le si definisce un'animalista?

Sono vegana, animalista e antispecista.

Cosa significa "antispecista"?

L'antispecista è una persona che considera tutte le specie con pari dignità. Questo non significa che siamo tutti uguali, perché non è così, ma le diversità non devono essere fonte di discriminazione e sofferenza. Noi come specie più "evoluta" abbiamo anche il dovere di difendere le specie più deboli di noi. Abbiamo un'etica e quindi dobbiamo applicarla. Altrimenti a cosa ci serve?

Beatrice Montini

Fonte :http://city.corriere.it/2011/12/05/interviste.shtml


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